sabato, 14 marzo 2009

La fotografia grande passione e sempre nel cuore, ma avevo bisogno di qualcosa di un po' piu' British e allora eccomi in sella a un cavallo nella campagna inglese. Lezioni di equitazione e muscoli indolenziti, cercando di non pensare a cosa potrebbe succedere se il cavallo "spooks", si imbizzarrisce...

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categoria:cavalli, inghilterra
martedì, 10 marzo 2009

Una pausa lunga un anno e si torna a giocare con le parole.

"Stick to your guns!" Tieni duro, non mollare!

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categoria:blog, inglese
lunedì, 10 marzo 2008

Addirittura un intero inserto di un prestigioso quotidiano dedicato all'arte del "doodling", dello scarabocchiare, se fatto in ufficio ancora meglio. Che ci faccia poi "doodle" nel verso del gallo non lo so: "cock-a-doodle-doo!", chicchirichiiiii!

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categoria:parole, inglese
martedì, 04 marzo 2008
Richieste di "ceasefire", cessate il fuoco. L'Uomo trattiene il fiato per un po', poi il massacro, "slaughter", ricomincia. In inglese "to slaughter" è anche macellare gli animali. "Slaughterhouse", il macello. Ecco il linguaggio della guerra.
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categoria:guerra, uomo, inglese, armi
domenica, 02 marzo 2008

Il passato: subito dopo aver ricominciato a scrivere il blog, mi sono riaddormentata di colpo, "I went out like a light".  

Il presente: sto studiando spagnolo.

Il futuro: sempre qui in UK, quindi tanto vale continuare a giocare.

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categoria:blog, inghilterra, detti
mercoledì, 24 ottobre 2007

Finito il periodo "lavori in corso" eccomi rientrare a testa bassa nel blog. Tutto impolverato qui intorno, da dove cominciare? Prima di tutto cominciare.  

Il tutto è alquanto "irksome", seccante. La routine e l'imprevisto, il tempo e la sua mancanza. Il tutto è travolgente, scene di vita che schizzano a mille all'ora davanti agli occhi, fatica nel riconoscersi attori o scoprirsi spettatori.

La guida di Shanghai recita chiaro: "Evitare di parlare di politica e religione". Una delle prime domande che i due cinesi con cui ceno mi rivolgono: "Tu credi in Dio?". Non ci conosciamo bene, ma sono due tipi curiosi e io disposta a condividere, alla fine della serata entusiasti ci definiamo 'amici'.

Stupidamente chiedo se il bambino che aspetta la moglie di uno dei due è il primo figlio. "In Cina è vietato averne più di uno" e di lì si finisce a parlare del governo. Infranto il secondo tabù. Mi parlano del controllo delle nascite, della preoccupazione che il bambino si senta solo, del desiderio di avere una femmina che poi si prenderà cura dei genitori durante la vecchiaia (la guida non parlava di figli maschi?), del divieto mai esplicito di avere un secondo figlio, ma delle inaffrontabili conseguenze economiche e sociali che la famiglia dovrebbe affrontare.

Non c'è neanche il divieto di fare sciopero, solo conseguenze. Mi chiedono dell'Europa, del ruolo delle donne, ci tengono a precisare che in Cina la donna ha un ruolo fondamentale a differenza del Giappone, mi raccontano un sacco di luoghi comuni su di noi e io cerco di sfatarli quasi tutti, a volte sfinita tendo a dargli ragione.

L'Asia, mai un posto dove rifugiarsi in solitudine in questi mega mondi di città, sempre immersi tra la folla. Shanghai: un formicaio inquinato e rumoroso, auto impazzite a pochi centrimetri dalle bici e dai carretti. Cerco un po' di pace in un villaggio fuori città, ma ottengo l'effetto opposto, un occidentale da quelle parti è meno comune e nessuno ti lascia solo, con lo sguardo, con il saluto, con una cortesia. Mi sento al sicuro.

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categoria:cina, blog, uomo, inglese
martedì, 09 ottobre 2007
Questo blog e' ancora attivo?
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categoria:
domenica, 22 luglio 2007

Un'inondazione, "flood", non l'avevo mai vista nella mia vita, non poter tornare a casa perchè un nuovo fiume blocca la strada, case allagate e macchine sommerse... questa è l'Inghilterra della settimana scorsa.

Dopo tre ore e passa in macchina per trovare l'alternativa a un percorso che di solito faccio in meno di dieci minuti e attraversare un laghetto con la macchina pregando che l'acqua non sia troppo alta, ci vuole qualcosa di forte per riprendersi nel fine settimana: "Riff's Bar" (il nome promette bene), musica dal vivo e del sano "mosh". Avevo dimenticato quanto è bello "pogare".  

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categoria:musica, inghilterra, inondazioni
giovedì, 19 luglio 2007
DIY

Il "fai da te" è una mania in questa nazione, DIY: "do it yourself"... si può assemblare di tutto dalle biciclette agli armadi alle case... libri sull'argomento e attrezzi di ogni forma.

DIY, fare cosa mi chiedo? farsi giustizia da sè? il pensiero galoppa verso mondi lontani, guidato dall'articolo letto per caso a colazione sull'Internazionale, il giornale italiano che un bravo italiano mi ha regalato quando è venuto a trovarmi. Una raccolta di articoli dei giornali di tutto il mondo, un'agghiacciante inchiesta di "Die Ziet", il settimanale tedesco sul traffico di armi.

Qualche briciola da un riquadro di contorno all'articolo: Control arms, il nome della campagna lanciata nel 2003 da Amnesty International, Oxfam e Iansa per chiedere un Trattato internazionale sul commercio delle armi. Stesura iniziata nel 2006 dopo l'approvazione dell'Assemblea delle Nazioni Unite: 153 stati hanno votato a favore, 24 si sono astenuti e 1 ha votato contro... chi ha votato contro? sempre loro! 

22 miliardi di dollari è la spesa annua in acquisto di armi di Asia, Medio Oriente, America Latina e Africa. 22 miliardi di dollari basterebbero a mandare a scuola tutti i bambini e ridurre di due terzi la mortalità infantile entro il 2015. 

Ma c'è chi continua imperterrito a far da sè, DIY. 

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categoria:stati uniti, guerra, armi
giovedì, 05 luglio 2007

In America tutto è enorme. Strade larghe, macchine spaziose e persone dilatate che sembrano giganti. In Florida ad Orlando stanno devastando il pianeta: l'aria condizionata combatte ovunque la sua lotta contro il caldo afoso e ovunque vince. Qualsiasi ambiente chiuso è esageratamente freddo, appena si mette il naso fuori caldissimo e afoso. Che spreco di energia, che ingiustizia. 

Orlando: alberghi che sono lussuose prigioni, da quali senza una macchina è impossibile evadere. Parchi divertimento ovunque, imperterrite macchinette mangiasoldi dove si paga per sognare. La sensazione che è tutto finto. Per finire con il brivido di altissime "roller coaster", pazze montagne russe.

Mi consolo al Kennedy Space Center pensando che male che vada si andrà tutti sulla luna con uno dei tanti Apollo che partono da Cape Canaveral.

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categoria:america, global warming